Con galanteria tra i piaceri della vita
Il vestito del settecento vede la novità per le donne del guardinfante, una specie di gabbia a semicerchi metallici, da affibbiarsi in vita sotto la gonna per allargarla sui fianchi, l’abito aveva sempre il corsetto guarnito di nastri e pizzi, con un fiocco in mezzo alla scollatura ampia sul seno: la vera eleganza si veste di velluto e di broccato, ma vennero di moda altri tessuti, come la seta, variamente combinata con altre fibre.
Gli uomini, invece, modificarono il loro costume che si componeva di un gilet particolarmente impreziosito dal tessuto in damasco, raso, velluto ricamato, guarnito di numerosi bottoni d’argento o di smalto (solo i primi venivano allacciati), della giacca e dei calzoni al ginocchio, con calze di seta dall’orlo arrotolato; il soprabito o giacca aderiva al busto e si allargava ai fianchi con uno spacco posteriore ed era spesso ornato da passamanerie preziose, mentre lo jabot faceva tutt’uno con la camicia, che era impreziosita di pizzi anche ai polsi. Questi abiti rimangono associati nell’immaginario collettivo ai grandi personaggi veneziani, come Casanova, o francesi, come Maria Antonietta, che nel bene o nel male sono diventati gli archetipi di un’epoca.