Vasta scelta di favolosi capi di abbigliamento rinascimentale. Una moda in cui il lusso, il fasto e l’opulenza degli abiti era limitato solo dalla fantasia.

Quanto è bella giovinezza che si fugge tuttavia! chi vuol esser lieto sia, di doman non v’è certezza.
– Lorenzo il Magnifico –

Le forme, i colori, la grazia degli abiti dei signori rinascimentali e delle loro dame rivivono nei costumi storici fedelmente riprodotti da Falpalà Costumi.

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La moda del periodo rinascimentale sottolinea l’evoluzione dell’umanità, traducendo il gusto della cultura in molteplici aspetti, quali il lusso dei vestiti, il fasto dell’arredamento, il piacere del bello. Una delle più famose rappresentanti di questo “momento magico” che è il rinascimento fu Isabella d’Este Gonzaga, marchesa di Mantova. Famosa per il fasto e l’opulenza dei suoi abiti rinascimentali. La marchesa attraverso sarti, artigiani e mercanti, riusciva ad avere quanto di meglio il mercato internazionale offriva per l’arredamento e l’abbigliamento.
Le acconciature erano a forma di pan di zucchero da cui fluttuava un velo leggero spesso in tessuto d’oro, oppure cuffie in garza multicolore o in mussolina profumata allo zafferano. Gli abiti rinascimentali della moda femminile divennero fastosi specialmente per i tessuti adoperati: damasco, taffetà, velluto ecc. Il modello dei vestiti rinascimentali, confezionati con un tessuto pesante, era composto da un bustino alto ed attillato, da cui si staccava, arricciata o drappeggiata con morbide pieghe, la gonna, spesso rialzata con ganci d’oro o d’argento, veri e propri gioielli.
Durante tutto il rinascimento i vestiti avevano maniche lunghe attaccate alle spalle con cordoni oppure tagliate in senso orizzontale o verticale per far uscire a sbuffo la camicia. Anche se la toilette femminile era ricca di profumi creme, cosmetici, bastoncini di legno, avorio e metallo per la pulizia di orecchie e unghie, l’igiene era poco conosciuta in quell’epoca. Gli uomini prediligevano i colori vivaci, arrivando all’assurdo di applicare agli abiti rattoppi quadrati o triangolari, variamente colorati o rigati.
Col trascorrere degli anni gli abiti maschili si accorciarono mentre le calze si allungarono fino ai fianchi, in quanto i giovani, abolito il gonnellino seguirono la moda francese del giustacuore; le maniche presentavano spesso tagli verticali da cui usciva una candida camicia. Inoltre gli uomini si imbottirono i vestiti di fieno per allargare spalle e torace, mentre la vita era stretta dalla cintura. Il cappello divideva i ricchi dai poveri: i primi usavano il “mazzocchio” da cui scendeva dalla spalla sinistra una falda spesso lunga fino ai piedi.

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