Vestiti che riproducono la raffinatezza dei lussuosi abiti barocco ispirati alla “moda spagnola” in voga durante questo periodo storico

Chi non ama il vino, la donna e il canto, sarà un pazzo tutta la vita.
– Martin Lutero –

Una perla non coltivata ha forse dato il nome al Barocco: una piccola cosa preziosa, non simmetrica, particolare. Gli abiti barocco di ispirati a questo periodo storico ne possiedono tutta la raffinatezza e l’originalità.

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Durante il periodo della “moda spagnola”, gli uomini, che prendevano a modello gli abiti indossati alla corte di Francia, i vestiti avevano un lungo farsetto trapuntato, mentre gli abiti barocchi femminili erano caratterizzati dalla baschina, una sorta di moderno corpetto imbottito, portato molto attillato, ma con maniche molto importanti e una gonna ampia, spesso sostenute da un’intelaiatura. I tessuti degli abiti barocco erano sontuosi: broccati, velluti, sete lionesi, spesso tempestati di perle e pietre preziose, per cui gli abiti diventavano beni di valore talmente rilevante da costituire un patrimonio trasmesso agli eredi al pari dell’oro e di altri materiali preziosi. Se il rinascimento fu la conclusione di un’epoca il seicento spalancò la porta a una nuova concezione della vita.
La scoperta dell’America tolse al Mediterraneo il privilegio di essere il centro della produzione economica aprendo nuovi orizzonti; nacque una nuova, influente classe mercantile ricca di iniziative. L’abbondanza di oro e argento, di gemme e pietre preziose diede nuovo impulso all’oreficeria che poi la classe dirigente sfoggiava in qualsiasi occasione.

Come sempre la moda seguì con puntualità l’evoluzione degli abiti barocco: gli uomini costellarono il giustacuore di bottoni d’oro, d’argento, tempestato di gemme e diamanti; le calzamaglie aderentissime sul davanti avevano una specie di borsetta protettiva, la brachetta che poi si trasformò in un calzone gonfio e ricco come il corpetto. L’abbigliamento maschile risentì l’influsso spagnolo soprattutto nelle gorgiere, dapprima appena accennate come un semplice colletto increspato della camicia, poi sempre più larghe e sproporzionate; come conseguenza le maniche, nella parte superiore vennero allargate con uno o più sbuffi.
Verso la metà del cinquecento i calzoni oltrepassarono il ginocchio, allacciati lateralmente dapprima con un nastro di colore vivace, poi con bottoni d’oro o d’argento.
La moda impose agli uomini berrette piatte di velluto o broccato, con o senza falda guarnite di gemme o pennacchi. L’abbigliamento femminile mantenne a lungo la moda del corpino aderente irrigidito dalle stecche, da cui partiva la gonna molto arricciata, spesso rialzata sul fianco o sul davanti per lasciare intravedere la preziosa sottogonna. Le scollature erano generose, ma non impudiche, le maniche aderenti ma con sbuffi all’attaccatura e il solito fasto di ricami.

La scollatura rappresentò un vero dilemma per le donne, in quanto da una parte volevano scimmiottare gli uomini adottando le ingombranti gorgiere, dall’altra desideravano mettere in mostra il seno imbellettato come il viso. Comunque per un certo periodo preferirono ostentare la propria classe sociale indossando abiti dai colli alti con collari rotondi, rigidi ed increspati. Poi decisero di lasciare la gorgiera aperta fino ad escogitare la moda di un’intelaiatura di garza rigida e trine ingioiellate, disposta a ventaglio dietro il capo.
I tessuti erano sontuosi: broccati, velluti, sete lionesi, spesso tempestati di perle e pietre preziose, per cui gli abiti diventavano beni di valore talmente rilevante da costituire un patrimonio trasmesso agli eredi al pari dell’oro e di altri materiali preziosi. Liberatasi dalle costrizioni medievali la donna conquistò con l’intelligenza, la grazia e la forza di carattere il privilegio di essere considerata quasi pari all’uomo: solo poche però saranno ricordate nella storia, Caterina Cornaro, Isabella D’Este, Bianca Maria Sforza, Lucrezia Tornabuoni, ma la gran massa visse ignorata, spesso avvilita, sempre sottomessa.

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