Ampia collezione di abiti belle epoque realizzati con estrema cura nei dettagli e nei tessuti per rivivere con nostalgia un epoca di grande raffinatezza.

Il segreto per rimanere giovani sta nell’avere una sregolata passione per il piacere.
– Oscar Wilde –

Nei favolosi abiti belle epoque l’ottimismo e la spensieratezza si fondono con la profonda nostalgia per un epoca storica in cui i costumi sono magici ed irripetibili.

A partire dal 1880 fino alla prima guerra mondiale la moda sbocciò dai fiori che lo stile liberty profuse dall’arredamento all’abbigliamento: nei vestiti belle époque si evidenzia l’abolizione del busto, la vita al posto naturale, le maniche più aderenti, assenza di veli.
Ogni occasione deve comportare, nei manuali di galateo, costumi appropriati per le belle signore eleganti, sempre adeguate al ruolo mondano da interpretare: abiti da casa, abiti da viaggio, abiti da passeggio, abiti da carrozza, abiti da visita, abiti da ballo, abiti da lutto, abiti da mezzo lutto, e soprattutto abiti da sport. Lo sport richiede indumenti adatti per ambo i sessi: il costume da bagno è, per la donna, un compromesso tra il bisogno di avere un indumento con cui muoversi adeguatamente in acqua e l’imperativo morale di nascondere quanta più epidermide possibile.

Il completo da amazzone comporta una lunga gonna a strascico che scende a coprire le gambe quando la donna cavalca seduta di fianco sulla sella. Dopo il 1890 comparirono gli abiti per le belle cicliste, tentando anche un precoce ripudio della sottana: calzoni alla zuava coprono le gambe fino al ginocchio avendo a volte quale unico compromesso una corta tunica per nascondere parte dei fianchi.
Se l’abbigliamento femminile art nouveau fu tutto un saliscendi, quello maschile della bella époque non fu altrettanto volubile: calzoni dello stesso tessuto della giacca a tubo, con o senza risvolti, panciotto monopetto, giacche larghe nelle spalle e aderenti al bacino. Gli uomini del primo decennio del secolo si vestirono come se fossero permanentemente in lutto in un monotono color nero: l’unica nota di originalità sono i calzoni, a quadretti o rigati, ma senza risvolti; quando la Prima Guerra Mondiale esplose, le donne si vestirono da infermiere, postine, tranviere, perché sostituirono gli uomini nelle attività quotidiane, alla fine poi si liberarono di diversi orpelli, accorciarono le gonne, abbassarono la cintura sui fianchi, allungarono però le collane.

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