Gli abiti ottocento prodotti da Falpalà costumi rappresentano il meglio delle romantiche gonne femminili e delle lineari redingote maschili.

Esser bella a che dunque mi giova, se ogni pace vien tolta al mio cuor?
– Calisto Bassi –

Sfarzosi ed eleganti, spirituali ed emotivi, gli abiti romantici di Falpalà sono splendide copie di una delle epoche più affascinanti ed inconfondibili della storia del moda nella quale fantasia e immaginazione.


Come l’abito dalla vita altissima fu il simbolo del primo Impero, la crinolina lo divenne per il secondo: l’abito ottocentesco del periodo romantico divenne sempre più gonfio, arricchito da fiocchi, sbuffi , frange, pizzi, volants, spesso con pieghe raccolte sul retro, allungate in uno strascico. L’abito maschile preferisce il nero e adotta prevalentemente questo colore nei vestiti che diventano più attillati e più severi, la redingote, il frac, lo stiffelius e la tuba come cappello.
Nella seconda metà dell’ottocento il grande benessere economico determinò il nascere della haute couture. Gli abiti delle signore si arricchiscono e si allargano enormemente, con una varietà di tessuti, di guarnizioni e di pizzi.

Le gonne degli anni del romanticismo dovevano essere sostenute da sottogonne multiple e inamidate da cerchi e dalla famosa crinolina, in compenso per proteggere le gambe ancora un tabù erano doverosi dei mutandoni abbondantemente sotto il ginocchio. Anche se passare attraverso una porta, sedere sul divano o scendere dalla carrozza poteva diventare un problema, la moda della crinolina non dissuase le donne dal farne uso. Spesso, soprattutto negli abiti da sera, si usava aumentare l’impressione d’ampiezza con balze, festoni e fiori. Per gli uomini romantici sopravvivono invece due linee essenziali: la redingote tagliata in vita per il giorno e l’abito a code per la sera, immancabile il panciotto a doppiopetto o il monopetto per la sera con una profonda scollatura di moda ancora oggi. I calzoni assumono una forma tubolare molto vicina alla nostra ma senza pieghe e risvolti.

Verso la fine dell’ottocento, con il venir meno delle pulsioni dei romantici inglesi e tedeschi, la moda però cambia: le gonne diventano piatte davanti e ricche dietro, dove la stoffa si gonfiava su un pouf formato da diversi strati di crine di cavallo o da un piccolo cuscino disposto come una sella sulle reni. Il vestito toccava terra con un piccolo strascico, la vita sottile ed il corpetto attillato davano alla figura femminile un fascino particolare. Non mancano ad arricchire questi abiti accessori sempre più complessi come bottoni, frange trecce e nastri che l’industria riesce a mettere sul mercato con una notevole varietà di stoffe.
La nuova linea degli abiti, anche se diminuisce il volume della gonna è ben lungi dall’offrire una maggiore libertà di movimenti alla donna, per di più l’utilizzo di un busto per assottigliare la vita dava l’impressione di un corpo femminile a forma di clessidra.

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