La moda novecento con le sue contraddizioni rivive nelle meravigliose produzioni che Falpalà Costumi ricostruisce con estrema fedeltà.

La moda è la maschera innumerevole della vita.
– Francis de Miomandre, La moda, 1926 –

Dalla prima guerra mondiale ai ruggenti anni ’20, regno di Al Capone, dei flapper e della moda charleston.

Nei costumi dei primi anni del novecento, gli eccessi raggiunti dal busto troppo stretto, dal peso delle gonne, dei volants e dei drappeggi alla fine provocarono una ribellione. Parigi impose la moda prima del tailor-made, vale a dire giacche maschili leggermente femminilizzate, che si completavano con gonne dalla linea piuttosto semplice davanti ma sufficientemente ricche dietro da permettere e facilitare il passo e successivamente con la moda del flapper e del costume charleston.
Fu la pratica dello sport che diede un definitivo addio alle ingombranti sottovesti e a tutti quegli orpelli che modificavano il costume femminile. Importantissima la biancheria intima che ebbe la sua apoteosi con l’avvento del can-can, la danza tanto popolare che rese celebri i mutandoni lunghi fino al ginocchio, con grandi sbuffi di pizzo che spiccavano sul nero delle calze e delle scarpine appuntite. La linea più semplice introdotta all’inizio del secolo, che confluirà poi nel flapper, acquistò sempre più il favore del sesso femminile e anche se gli abiti da sera del charleston continuarono ad essere confezionati in pizzo cominciò a predominare il gusto per i tessuti dai forti colori contrastanti e dalle linee semplici.
La moda novecento, allo scoppio della prima guerra mondiale subì una paralisi quasi completa, ma lentamente dagli anni ‘20 ai ‘40 emerge con il charleston e l’utilizzo del flapper una donna più emancipata più sicura di sé, per cui i vestiti si compongono di pannelli svolazzanti che arrivano a mala pena alle caviglie, di frange lunghe con corpini blusanti sulla vita bassa: spesso una lunga sciarpa veniva gettata sulle spalle e lunghi orecchini incorniciavano il viso. Queste donne, vestite da splendidi flapper colorati e frangiati, amavano ballare il dixielanderano accompagnati da giovanotti in tight e pantaloni sempre ben stirati.

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