Divise militari austriache ottocentesche

Il giovane Francesco Giuseppe successivamente ai moti rivoluzionari risorgimentali del 1848-1849 emana nuove regole sulle uniformi dell’esercito. Il termine “Adjustierungsvorschriften” si riferisce al modo corretto di indossare la divisa militare scrupolosamente osservato anche dall’imperatore.
La cavalleria della seconda metà dell’ottocento si trasformò di fatto in cavalleria leggera, adibita alla ricognizione, alla difesa delle linee di comunicazione e all’inseguimento in profondità dei reparti avversari in ritirata, fu uniformata nell’equipaggiamento adottando una giubba azzurra e pantaloni rossi. I dragoni, richiamando idealmente così l’origine di fanteria montata del corpo, si distinguevano per la giacca di aspetto molto simile a quella della fanteria e per l’alto elmo crestato. Gli ussari aggiungevano alla giubba i caratteristici ed elaborati alamari ed indossavano uno shakò, di foggia e colori differenti per ciascun reggimento. Gli ulani continuavano a mantenere la distintiva czapka, indossavano una giubba azzurra dal taglio simile a quella dei cacciatori. Alcuni reparti, al posto della giacca azzurra, utilizzavano una giubba dello stessa tinta di quella della fanteria di linea.
Per tutte le truppe fu introdotta una pratica giubba da campo munita di tasche ed un berretto cosidetto “da fatica” molto più pratico di quello da parata.


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