Arancia meccanica

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Arancia meccanica ovvero « Le avventure di un giovane i cui principali interessi sono lo stupro, l’ultra-violenza e Beethoven. »

Eccomi là. Cioè Alex e i miei tre drughi. Cioè Pit, Georgie e Dim. Eravamo seduti nel Korova milkbar arrovellandoci il gulliver per sapere cosa fare della serata. Il Korova milkbar vende ” latte+ “, cioè diciamo latte rinforzato con qualche droguccia mescalina, che è quel che stavamo bevendo. È roba che ti fa robusto e disposto all’esercizio dell’amata ultraviolenza.

Arancia meccanica narra la storia di una banda di teppisti che si diverte a sviluppare una violenza incontrollabile ogni notte, picchiando e violentando vittime indifese. Alex, il capo della gang, riesce in apparenza a domare una rivolta dei suoi “soci”, ma gli altri lo ingannano, così finisce picchiato e inerme davanti agli “sbirri”.
Mentre si trova in carcere, per poterne uscire, accetta di sperimentare nuova “terapia” che lo fa star male ogni volta che assiste a atti violenti. Tuttavia le sue vecchie vittime e i suoi vecchi amici lo perseguitano, finché un giorno riuscirà a “guarire”.

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