Carnevale Lazio

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Elenco dei più importanti eventi, spettacoli e manifestazioni carnevalesche nelle varie regioni italiane: Carnevale Lazio

Carnevale di Roma

Il Carnevale romano è promosso dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione e Comitato per il Carnevale di Roma – costituito in seno alla Commissione Cultura.

La manifestazione, in gemellaggio con il Carnevale di Venezia, ha il patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del Ministero della Difesa, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, del Ministero della Gioventù, del Ministero del Turismo, dell’Assessorato alle Politiche Educative Scolastiche, della Famiglia e della Gioventù del Comune di Roma, del CONI, della FISE e della FIAVET.
Sono partner del Carnevale romano Federalberghi, Teatro dell’Opera di Roma e Accademia del Teatro Equestre e Associazione Dimosre Storiche Italiane. Sponsorizzano l’evento Rèdais, Trony, Mc Donald’s, Heaven Sporting Club, Edilgisia e Centrale del Latte. L’organizzazione è a cura di Zètema Progetto Cultura.
La direzione artistica è di Leonardo Petrillo. Tutti gli eventi equestri del Carnevale di Roma 2010 sono ideati e curati da Marco Lepre per conto dell’Accademia del Teatro Equestre.

Fonte: http://www.regioni-italiane.com/carnevale-roma
Comune di Roma: http://www.comune.roma.it

Carnevale di Tivoli o Tiburtino

A Tivoli, le festività venivano aperte nella nottata che precedeva la festa di S. Antonio, e a dare inizio alla festa erano solitamente le ” Livarole ” o più precisamente “le Ghiogghiare” cioè le giovani raccoglitrici delle olive, che stazionavano a Tivoli e nelle campagne limitrofe, ingaggiate dai grandi proprietari terrieri della nostra città limitatamente per il periodo stagionale.
Queste giovani, organizzate in gruppi dotati di tamburelli e caccavelle, giravano lungo le vie cittadine in piena notte accompagnandosi con le loro allegre stornellate dispettose. In prossimità della piccola chiesa di S. Antonio Abate, in via Maggiore, si accorgevano immancabilmente di non essere più sole poiché gli abitanti della zona, anch’essi dotati di tamburelli, caccavelle e del popolare “triccheballacche” napoletano scesi a loro volta in strada festeggiavano l’inizio del carnevale. Nel pomeriggio poi aveva luogo la consueta benedizione degli animali, bardati a festa, con chiassose sonagliere e finimenti di classe, che bene si armonizzavano con le tamburelle e caccavelle delle “livarole” e delle contradaiole.

Sito: http://www.prolocotivoli.it/
Comune di Tivoli: http://www.comune.tivoli.rm.it

Carnevale di Civita Castellana

Il carnevale inizia ufficialmente il 17 gennaio, festa di sant’Antonio Abate. In questo giorno si celebra l’intronizzazione, cioè l’investitura ufficiale del re Carnevale scegliendo una figura ispirata a situazioni contingenti: si tratta di un enorme “puccio” di cartapesta, cioè di un pupazzo panciuto e rubicondo, che troneggia nel suo effimero regno dei bagordi e di baldoria sulla piazza del Comune.
La coreografia è completata dalla più strampalata banda che si conosca, la Rustica, gruppo folcroristico istituito da un gruppo di buontemponi nel 1956, che trasforma, mediante strane metamorfosi, in strumenti musicali gli oggetti più inusitati.
Un sapore veramente tradizionale si trova nelle specialità gastronomiche che vengono preparate in ogni famiglia secondo ricette secolari e che il visitatore può degustare in qualche locale caratteristico del centro storico: gli “scroccafusi”, castagnole di pasta dolce fritte e condite con il miele, le “frappe”, losanghe o strisce di pasta dolce fritte nell’olio bollente, i deliziosi “ravioli” ripieni di ricotta condita con rum, ed infine i “frittelloni”, sottili diaframmi di pastella passati velocemente in padella ed incaciati in abbondanza con formaggio pecorino.
Ma quello che caratterizza il Carnevale civitonico è lo spirito genuino della festa, i travestimenti, il tuttto in una miscela di luci e colori che è unica nel suo genere. Nell’ultima domenica di carnevale e nel Martedì Grasso da Piazza della Liberazione a quella del Duomo si svolge uno spettacolo continuo, in cui si succedono migliaia di maschere, bande precedute da splendide majorettes, gruppi folcloristici.
Non mancano gli “irregolari”, le maschere in libertà, che improvvisano scorribande, si infilano nel corteo, provocano scherzosamente gli spettatori, li coinvolgono in balli, mentre una nube di coriandoli si diffonde nell’aria.

Sito Carnevale di Civita Castellana:http://www.carnevalecivitonico.com
Comune di Civita Castellana:http://www.comune.civitacastellana.vt.it

Carnevale di Acquapendente

Un aspetto tipico delle manifestazioni del Carnevale aquesiano erano i semplici riti del Giovedì Grasso, strettamente legati all’ambiente contadino e oggi quasi totalmente scomparsi. Si trattava di una sorta di teatro popolare itinerante in cui, un gruppo di soli uomini, completamente mascherati, rappresentava sei personaggi fissi che si spostavano di podere in podere a fa la cerca di saporita carne di maiale.
C’erano un suonatore, un pagliaccio, un vecchio, una vecchia, uno sposo e una sposa. Partivano il giovedì mattina di buon ora e iniziavano la loro visita per i casali di campagna. Il pagliaccio che teneva in mano un lungo spiedo o spito, appena entrato nella casa, cercava subito la pertica dove era stesa la carne di maiale a stagionare e iniziava a gridare: ciccio, ciccio, ciccio, …Gli altri intrattenevano la famiglia ed in particolare le ragazze, suonando e ballando.
Oltre la carne di maiale, che veniva infilzata nello spito, ricevevano anche uova e altre vivande che riponevano in un capagno portato dal vecchio. Le maschere, dopo aver divertito ed incuriosito la numerosa famiglia contadina, che in genere non riusciva a riconoscere gli interpreti, se ne andavano verso un altro podere e di nuovo un busso alla porta, la solita frase: Fate bono a lo spito, Dio ve salve vostro marito e si ricominciava a ballare.

Sito Carnevale di Acquapendente:http://www.prolocoacquapendente.eu
Comune di Acquapendente:http://www.comuneacquapendente.it

Carnevale di Frosinone o Festa della Radeca

La festa della “radeca”, il Carnevale di Frosinone, trae la sua importanza dalla celebrazione dell’eroica rivolta dei frusinati contro le truppe d’occupazione francesi avvenuta avvenuta nel 1798 e 1799. Nella vicenda si inserisce la ben nota figura del generale francese Jean Antoine Étienne Vachier detto Championnet.
La festa inizia verso le ore 14.00 del martedì grasso (dopo un pranzo che il costume vuole a base di “maccarune”) e il corteo prende il via dal rione Giardino dove è ubicata la casa del Carnevale, lascito di un cittadino facoltoso di cui non si conosce il nome. L’allegra processione è preceduta da un carretto che trasporta una botte di vino.
Procedono a breve distanza i gruppi dei “radicari”, l’anima della truppa, seguiti dai rappresentanti dell’amministrazione comunale che portano il gonfalone della città. Poi viene la banda musicale che esegue ininterrottamente la canzone di carnevale ed infine il carro trainato da quattro cavalli che trasporta il “rubicondo” generale Championnet che con una mano si tiene la pancia satolla e con l’altra saluta la folla. La maggior parte dei partecipanti brandisce la “radeca” (foglia d’agave), pochi innalzano la cima di cavolfiore (pantanari) antico segno di appartenenza ad una fascia rurale.
Con tali “armi” si accompagnano nel ballo con una canzone che in una prima parte risulta lenta, a ricordare i soprusi subiti e l’oppressione di un popolo, e nella seconda parte più allegra e festante a testimonianza della ritrovata libertà. Durante quest’ultima fase, più vivace, nella strada i radicari e i pantanari si scatenano in uno sfrenato saltarello, eseguito in vari cerchi, esclamando all’unisono un cadenzato “esseglie’, esseglie’, esseglie’!”. Nel corso della sfilata è necessario rispettare alcune regole: bisogna assolutamente prendere la “radeca” se non si vuole incorrere in una punizione che prevede l’inchino del contravvenente per subire un certo numero di “radecate”.

Comune di Frosinone: http://www.comune.frosinone.it

Carnevale di Latina

L’Associazione per il Carnevale di Latina nasce nel 1977. Le sfilate, prima della nascita dell’Associazione, erano realizzate in occasione della Festa delle Matricole, grazie ad alcuni ragazzi che realizzavano i carri all’interno di capannoni situati nei pressi dell’attuale scuola media Giovanni Cena.
L’architetto Tino Di Marco, allora presidente dell’Associazione J.Kennedy, ebbe l’idea di unire la sua attività culturale alla sfilata dei carri. Nasce così l’Associazione per il Carnevale di Latina.

Sito Carnevale di Latina: http://www.carnevaledilatina.com
Comune di Latina: http://www.comune.latina.it

Carnevale di Poggio Mirteto

Il carnevale di Poggio Mirteto, chiamato il Carnevalone Liberato si svolge nella piazza di Poggio Mirteto, provincia di Rieti, affonda le sue radici in fatti storici realmente accaduti nella seconda metà dell’Ottocento.
A partire dal 1862 fino ai patti lateranensi, il Carnevalone si festeggiò la prima domenica di quaresima, la tradizione è ripresa nel 1977. La festa nella sua complessità, richiama elementi scenici che possono essere interpretati come storia del territorio.
Nell’ambito delle manifestazioni ludiche volutamente confusionarie si possono estrapolare gli elementi fondamentali della rappresentazione: il clima carnascialesco e la baldoria condita da contenuti storico-anticlericali, gli artisti di strada e i feticci.

Sito Carnevale di Poggio Mirteto: http://www.carnevalone.net
Sito Comune di Poggio Mirteto:http://www.comune.poggiomirteto.ri.it

Carnevale di Marino ‘U Carnevalone o Sagra dell’uva

Il Carnevalone di Marino ( ‘U Carnevalone in dialetto marinese) è una festività laica che rappresentava la prosecuzione del Carnevale anche il giorno del Mercoledì delle Ceneri, festeggiata dai repubblicani anti-clericali marinesi tra il 1870 ed il 1922.
Il Carnevalone, peculiarità non solo marinese che tuttavia ha raggiunto a Marino uno dei suoi apici, nacque come reazione anti-clericale al clima di austerità che si instaurava nelle case e nelle famiglie cattoliche con l’inizio della Quaresima. Generalmente la festività si svolgeva con una sfilata in costume sul Corso e esibizioni varie in piazza San Barnaba.
L’evento attirava spettatori da molte località dei Castelli Romani e da Roma, nonché attirando l’attenzione di importanti giornali dell’epoca, come Il Messaggero.
La fine del Carnevalone venne segnata prima dall’avvento del fascismo e poi dal clima preparatorio al Concordato del 1929 tra l’Italia e il Vaticano, per cui venne soppressa e non rinacque più, sostituita ormai dalla Sagra dell’Uva come momento carnascialesco.

Sito Comune di Marino: http://www.comune.marino.rm.it

Carnevale di Velletri

Il comune di Velletri organizza, ormai da sessanta anni, la manifestazione del Carnevale Popolare Veliterno.
L’evento nasce come semplice sfilata di maschere su povere carrozze e mezzi agricoli addobbati con festoni di carta, attrezzi ed utensili di lavoro della vita di tutti i giorni e affonda le radici nella storia e nella tradizione di Velletri.
Si hanno notizie della realizzazione del Carnevale Popolare Veliterno risalenti al lontano 1931. La festa prevede la realizzazione di carri allegorici in cartapesta e di costumi per i gruppi mascherati, tra i quali spicca la caratteristica e tradizionale meschera veliterna “Gurgumiello”.
Sono ormai entrati a far parte del programma del tradizionale Carnevale le due iniziative denominate: Festa dei bambini e Festa dei Nonni; giornate con spazi di divertimento dove operatori specializzati , giocolieri, maghi, trampolieri e mangiafuoco, intrattengono i bambini e per i “nonni” prevedono musica folcloristica, danze e spettacoli teatrali.
Per la serata finale è previsto uno spettacolo musicale e la storica rappresentazione della morte di “Re Carnevale”. Un carro che riproduce la classica maschera veliterna, viene bruciato in piazza, a chiusura dei festeggiamenti carnascialeschi.

Sito Carnevale di Velletri: http://www.velletri-univercarnevale.it
Comune di Velletri: http://www.comune.velletri.rm.it

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