Costumi storici – Anna Karenina

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Anna Karenina e la principessa Kitty Ščerbackaja. Due donne, due personalità, due modi di vestire a confronto la sera del gran ballo d’inverno.

Anna Karenina, parte prima, capitoli XXII e XXIII. Siamo a Mosca, la sera del gran ballo d’inverno durante il quale la principessa Kitty Ščerbackaja – diciottenne – spera che si deciderà il suo destino. Da qualche tempo, il conte Aleksej Kirislovič Vronskij le fa un’assidua corte e tutto lascia prevedere che, nel corso della serata mondana, le chiederà di divenire sua moglie. In questo modo Kitty – trepidante, bionda, vestita di rosa – vedrebbe avverarsi il suo sogno, innamorata pazza com’è dell’affascinante nobiluomo:

«Benché l’abbigliamento, la pettinatura e tutti i preparativi per il ballo fossero costati a Kitty grandi fatiche e riflessioni, ora, nel suo complicato abito di tulle con la sottoveste rosa, ella entrava nel ballo con tanta disinvoltura e semplicità, come se tutte quelle roselline, le trine, tutti i particolari dell’abbigliamento non fossero costati né a lei né ai suoi familiari neppure un istante d’attenzione, come se fosse nata in quel tulle, in quelle trine, con quella pettinatura alta, con una rosa e due foglioline in cima ad essa.
[…] Kitty era in una delle sue giornate felici. L’abito non stringeva in nessun punto, in nessun punto scendeva la spallina di pizzo, le roselline non s’erano sgualcite e non s’erano staccate; le scarpine rosa sugli alti tacchi ricurvi non stringevano, ma rallegravano il piedino. Le folte bande di capelli biondi posticci si mantenevano come naturali sulla piccola testolina. Tutti e tre i bottoni s’erano allacciati senza strapparsi sul lungo guanto che le cingeva il braccio senza alterarne la forma. Il nastrino di velluto nero del medaglione circondava il collo con particolare delicatezza. Quel nastrino di velluto era una delizia, e a casa, guardandosi il collo nello specchio, Kitty aveva sentito che quel nastrino parlava. In tutto il resto potevano ancora esserci dubbi, ma il nastrino di velluto era una meraviglia. Kitty sorrise anche qui, al ballo, dopo avergli dato un’occhiata nello specchio. Sulle braccia e sulle spalle nude sentiva un freddo come di marmo, una sensazione che le piaceva in modo particolare».

Alla giovane principessa si contrappone la figura di Anna Karenina, invitata pure lei al gran ballo. Più anziana di Kitty, in un abito di velluto nero, all’inizio Anna sembra ignorare il conte Vronskij, ma poi rimane sempre con lui, a lui unita da un’improvvisa intesa che stranamente li accomuna:
«Anna non era in lilla, come assolutamente voleva Kitty, ma indossava un abito di velluto nero con la scollatura bassa, che scopriva le spalle piene e tornite, come d’avorio antico, e il petto e le braccia rotonde dal minuscolo polso sottile. Tutto l’abito era ornato di merletto veneziano. In testa, sui capelli neri, tutti suoi, aveva una piccola corona di violette e un’altra eguale sul nastro nero della cintura, fra le trine bianche. La pettinatura non dava nell’occhio. Si notavano soltanto, e l’abbellivano, i corti anelli capricciosi dei capelli ricciuti, che sempre le sfuggivano sulla nuca e sulle tempie. Sul forte collo tornito c’era un filo di perle.
Kitty vedeva Anna ogni giorno, era innamorata di lei e non riusciva a immaginarsela che in lilla. Ma ora, vedendola in nero, sentì che non ne aveva compreso tutto il fascino. Ora le apparve completamente nuova e inaspettata. E capì che Anna non poteva vestirsi di lilla e che il suo fascino consisteva proprio nel fatto che essa non si lasciava dominare dal suo abbigliamento e che l’abbigliamento non poteva mai prendere risalto a spese di lei. Neppure l’abito nero con le sue lussuose trine risaltava su di lei; era solamente una cornice e risaltava lei sola, semplice, naturale, elegante, e nel contempo gaia e vivace»
.

È il momento della mazurca con cui si chiuderà il gran ballo. Turbata da quanto il suo sguardo sta registrando, dapprima Kitty si ritira in fondo alla sala. Poi accetta di danzare in prima fila e, intanto, osserva davanti a lei la nuova coppia che si è formata:
«Capiva ch’essi si isolavano, che in quella vasta sala affollata, non esisteva più nulla per loro, e, sul volto di Vronskij, sempre tanto calmo e sicuro di sé, scorse di nuovo quell’espressione di smarrimento e di sottomissione che già l’aveva colpita e che ricordava quella d’un cane intelligente che si sente colpevole. Quando Anna sorrideva, egli le rispondeva sorridendo a sua volta; s’ella si faceva pensosa, egli diventava serio. Una forza, in certo qual modo sovrumana, attirava gli occhi di Kitty sul viso di Anna. Lei era raggiante nella sua veste nera, semplicissima: tutto, in lei, le tonde braccia ornate di braccialetti, il collo saldo circondato con il filo di perle, i capelli inanellati un pochino scomposti, i movimenti lievi e graziosi dei piccoli piedi e delle mani, il bel volto pieno d’animazione, era incantevole; ma in quell’incanto, c’era qualche cosa di terribile di crudele».
Dopo il ballo, Anna e Vronskij diventeranno amanti e qualche tempo dopo, messi al bando dal bel mondo di Mosca e di Pietroburgo, viaggeranno in paesi stranieri. Quanto alla principessa Ščerbackaja, si ritroverà a vivere per lungo tempo smarrita in una malattia dell’anima cui i medici dell’epoca non sanno dare un nome.

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