abiti moderni

Abbigliamento moderno dal XVI secolo all’impero napoleonico: dagli elaborati indumenti della moda spagnola ai semplici abiti dell’impero francese.

Inizia la distinzione tra l’abito completo

indossato a corte e per le occasioni formali, e quello di tutti i giorni.

L’abbigliamento moderno in Europa occidentale a partire dal XVI secolo è caratterizzato da abiti voluminosi indossati in una grande varietà di strati (una reazione alle temperature di raffreddamento della Piccola Età Glaciale, soprattutto nel Nord Europa e le isole britanniche).

Divennero preminenti i tessuti a contrasto, righe, ricami, finiture applicate, e altre forme di ornamento superficie. Le linee alte e sottili del periodo tardo medievale sono state sostituite con un ampie silhouette, coniche per le donne con imbottiture sui fianchi e squadrati per gli uomini con ampie spalline.

Fa la sua comparsa la gorgiera che successivamente si trasforma in pizzi o collari di lino. Il girovita è aumentato sia per gli uomini e le donne. Per gli uomini, si afferma gradualmente l’uso dei calzoni.

La silhouette risulta a poco a poco ammorbidita e ampliata. le maniche divennero molto piene, vengono spesso tagliate per mostrare le voluminose maniche della camicia.

A partire dal 1700 la silhouette va via via ampliandosi sia per gli uomini che le donne. Le parrucche assumono un ruolo fondamentale per entrambi i sessi, ed erano spesso bianche.

Moda diventa via via più semplice e meno elaborata. Questi cambiamenti sono il risultato di emergenti ideali moderni dell’illuminismo.
In seguito alla Rivoluzione francese, nessuno vuole più sembrare un membro dell’aristocrazia, e la gente preferisce usare abiti più come una forma di espressione individuale del vero sé che come una pura indicazione di status sociale.

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